Il Castello

Castello di Venetico Superiore
Castello di Venetico Superiore

L’edificazione del Castello di Venetico risale al XV secolo, per opera della famiglia degli Spatafora, principi di Maletto (G. Agnello 1961, pag. 237)

L’abitato di Venetico risulta esistente e censito in qualità di casale nel 1296. (Gregorio 1791/92, vol.II,pag. 468)

Un documento del 1408 considera feudo il borgo e il territorio circostante (Gregorio 1791/92, vol. II, pag. 497)

La Sovrintendenza Regionale ai Beni Culturali ed Ambientali di Messina, appose il vincolo ai sensi della Legge 1089/39.

La Regione Siciliana, con Decreto n° 5249 del 18.03.1992 ha sottoposto a vincolo il Castello medioevale di Venetico:  “Il Castello Medioevale sito a Venetico Superiore (ME), per le considerazioni sottoindicate è dichiarato di interesse storico ed architettonico particolarmente importante ai sensi degli artt. 1,2 e 3 della Legge 1.06.1939 n° 1089, e dell’art. 2 della L.R. 1.08.1977 n° 80”.

Castello di Venetico Superiore visto da Roccavaldina
Castello – Vista dal basso
Castello di Venetico Superiore - Ingresso
Castello di Venetico Superiore – Ingresso

Il forte presenta una pianta trapezoidale a corte, con torri circolari agli angoli. Si accede al castello per mezzo di una vistosa rampa di scale, che un tempo culminava in un ponte levatoio, oggi non più esistente. I bastioni murari del perimetro difensivo si preservano nella loro quasi interezza.

Castello di Venetico Superiore - Ingresso
Castello di Venetico Superiore – Ingresso

Si conserva anche parte del camminamento di ronda che girava intorno alla parte interna del perimetro murario. Alle saettiere per moschetti, larghe e a vistosi strombi, si alternano, in prossimità delle torri scarpate angolari, gli alloggiamenti per pezzi di artiglieria pesante.

Postazioni da fuoco
Postazioni da fuoco
Planimetria del Castello
Planimetria del Castello

L’interno del castello si prefigura come un palazzo fortificato. Si possono ancora distinguere, nonostante la diffusa devastazione operata dal tempo, alcuni ambienti dall’ampia estensione interna, edificati con la medesima tecnica muraria della bastionatura esterna. In particolare a nord-ovest si preserva un blocco residenziale, probabilmente quello principale, dalla notevole estensione. Poco a meridione del blocco residenziale citato è distinguibile quanto rimane forse di un edificio sacro: una piccola chiesa o una cappella, parte integrante del complesso fortificato.

Il castello mantiene un contatto visivo diretto con il castello di Saponara e il vicino abitato di Roccavaldina, a controllo delle vie di comunicazione verso e da Rometta.

E’ importante sottolineare l’influenza sveva su questo tipo di architettura. Si dice divenne vera e propria fortezza ad opera dell’ architetto Camillo Camilliani, ma oltre a non esserci nessun documento da una analisi stilistica non si ritrova alcun elemento che giustifichi un suo intervento.

Vista aerea del Castello (Video di proprietà dell’autore)

Note da L’architettura in Sicilia dal sec. XIII a tutto il Rinascimento

Nell’ arte dei castelli svevi in Sicilia lo spazio non è articolato, …ma è raccolto in forme assolute di un rigore geometrico dei limiti, dai quali ogni senso di occasionalità è bandito, che possa quasi indicare un deviamento della maschia potentissima forza impressa con la decisa fermezza del loro disporsi in precise simmetrie.

Questi castelli non si adattano variamente al terreno, non si pongono in modo che urbanisticamente l’edilizia civile vi si insinui attorno, quasi plasmandosi alla loro forma, come avviene in molti dei caratteristici centri siciliani. Gli esempi caratteristici sono quattro : Castello Ursino, Castel Maniace , Castello di Augusta, Torre di Enna. Questi quattro castelli si inseriscono con forza autonoma nel paesaggio,vi si impongono e lo dominano, dominando l’edilizia intorno con un segno di distinzione che è distanza, cesura incolmabile, arresto di ogni reciproco rapporto di spazio>

Il castello ripropone la struttura di Castel Maniace ma è anche l’edificio che esemplifica, il passaggio dalla fortificazione al palazzo residenziale: anche a Venetico il Medioevo stava finendo,e, la gioia di vivere, aveva necessità di appropriati luoghi cortigiani per danzare e divertirsi.

Bibliografia 

AA.VV. (2001), Castelli medievali di Sicilia : guida agli itinerari castellani dell’isola, Sicilia, Assessorato dei beni culturali e ambientali e della pubblica istruzione, Palermo 2001.

G. Agnello, L’architettura civile e religiosa in Sicilia in età Sveva, Roma 1961.

V. Amico (1855/56), Dizionario topografico della Sicilia, trad. da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855/56.

G. Ganci Battaglia, G. Vaccaro (1968), Aquile sulle rocce (castelli di Sicilia), Palermo 1968.

R. Gregorio (1791/92), Biblioteca scriptorum qui res in Sicilia gestas sub Imperio Aragonum rettulere, 2 vol., Palermo 1791/1792.

F. San Martino de Spucches (1924-1941), La Storia dei Feudi e dei Titoli Nobiliari di Sicilia dalla loro origine ai nostri giorni, 10 vol., Palermo 1924-1941.

C. Terranova, I Castelli Peloritani del versante tirrenico, Milazzo 1991.